Vestibolite Vulvare

Cura VaginismoVestibolite vulvare
Il termine vestibolite vulvare indica l'infiammazione dei tessuti posti all'entrata della vagina, i cui sintomi principali sono: il rossore (di varia entità della vagina), il bruciore (in particolare alle ore 5 e alle ore 7 se si immagina l'entrata vaginale come il quadrante di un orologio) e il dolore ai rapporti.
Le cause possono essere diverse e spesso interagiscono tra loro, soprattutto quando il disturbo diventa cronico. Una di queste è l'iperattivazione di una cellula, chiamata mastocita. Questa cellula produce sostanze che causano dilatazione vasale, rossore, edema e quindi gonfiore e dolore locale. L’iperattività del mastocita può essere provocata dalle infiammazioni ripetuteda germi come la Candida, la Gardnerella o l'Escherichia Coli, dai microtraumi della mucosa del vestibolo vaginale subiti durante il rapporto sessuale e da stili di vita inappropriati (come l'uso di saponi aggressivi, gli indumenti o i pantaloni troppo stretti o aderenti, i cibi contenenti zuccheri semplici). Un’altra causa è l’iperattività dei muscoli che circondano la vagina: questa può essere presente prima della vestibolite, oppure può essere determinata dal dolore che la donna prova durante il rapporto. In ultimo l’iperattività del sistema del dolore sia a livello periferico, per la proliferazione delle terminazioni nervose, che a livello centrale, per l'abbassamento della soglia del dolore, che provoca una crescente sensibilità agli stimoli dolorosi, soprattutto se peggiorano l'ansia e la depressione causate dalla malattia.

Al peggioramento della situazione concorre anche la comorbidità con disturbi urinari, specialmente di tipo infiammatorio: cistiti ricorrenti, cistite interstiziale.

La vestibolite vulvare si cura con terapie che riguardano:

- la riduzione dell'iperattività del mastocita, attraverso farmaci

- la riduzione dei fattori "agonisti" che, causando infiammazione tissutale, mantengono l'iperattività del mastocita. Tale riduzione può avvenire attraverso:
a) la prevenzione delle recidive di Candida o di altre infezioni;
b) astensione dalla penetrazione finché non sia guarita l'infiammazione vestibolare, per evitare i microtraumi della mucosa;
c) il cambiamento degli stili di vista inappropriati, come l'uso di saponi aggressivi, gli indumenti troppo stretti o aderenti, e i cibi contenenti zuccheri semplici e lieviti;

- il rilassamento dei muscoli perivaginali tesi:
a) con automassaggio e stretching;
b) con biofeedback di rilassamento;
c) con fisioterapia;

- la modulazione del dolore:
a) farmacologica, con analgesici specifici;
b) con elettroanalgesia locale;
c) con blocco antalgico del ganglio impari.

A livello cognitivo-comportamentale, una terapia mirata al rilassamento generale del corpo e della mente può migliorare anche la sintomatologia e la tensione dell’elevatore. Eliminato il dolore, è altrettanto importante un'adeguata terapia sessuologica per (ri)trovare la piena normalità della risposta sessuale: desiderio, lubrificazione, orgasmo, e, importantissimo, il piacere dell'intimità. La maggior parte delle donne che soffrono di tale patologia spesso vivono stati d’ansia, fobie, senso di inadeguatezza, difficoltà relazionali ed in generale bassa autostima; la terapia cognitiva mira a ridurre tali difficoltà.

 

Dott.ssa Marta Villa Psicologa Psicoterapeuta numero iscrizione albo psicologi regione Lombardia 03/9652 P.iva 05310820963
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